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Un blog di nicchia. |
di Leslie H. Martinson
con Adam West, Burt Ward
Usa 1966
Pow! Bang! Thud! Sbong! Ma soprattutto: Kitch! Camp! Pop! Psycho!
Corre voce che Federico Fellini apprezzasse questo film. E, a guardar bene, non è difficile crederlo. Con tutti i distinguo del caso e con le dovute proporzioni “Batman” classe ’66 è davvero un’opera felliniana. Goliardia fumettosa, parata carnascialesca, giostra psicotropa: giustamente dedicato ai “lovers of adventure, lovers of pure escapism, lovers of unadulterated entertainment, lovers of the ridiculous and the bizarre”, il film tratto dalla mitica serie televisiva con Adam West e Burt Ward è un degno monumento ai chiassosi e saturi anni Sessanta. Vette di demenza sfacciata, di comicità (in)volontaria, di sessualità serpeggiante (c’è pure il bondage!) e repressa (Robin ansimante!) che sono mille miglia lontane dalle prove, per quanto già abbondantemente grottesche e caricaturali, di un Joel Schumacher.
Ho appena scomodato Fellini: non contento tiro in ballo pure Lewis Carroll (sperando che nessuno si rivolti nella tomba…). Perché Gotham City è piuttosto una
“stupefacente” Wonderland, in cui indovinelli assurdi suscitano risposte ancora più assurde (ma stranamente esatte), le leggi della logica e della verosimiglianza risultano sghembe e inclinate come le inquadrature e tutti sembrano agire sotto l’effetto di gas esilarante. Tra cartelli situazionistici, dialoghi da teatro dell’assurdo, slapstick puro (l’improponibile sequenza della bomba), visionarietà di costumi e scenografia si riesce incredibilmente a produrre sul serio “divertimento non adulterato”.
Il dvd è folle fin nei menù ed è infarcito di Bat-extra, tutti sottotitolati in italiano: commento audio di Adam West (che non si fa certo pregare) e Burt Ward, featurette (neanche qui West fa il timido…), intervista all’inventore della Batmobile, trailer e gallerie d’immagini.
Inventario: SBV 14037 Collocazione: F MARTLH BAT
