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Un blog di nicchia. |

Una lezione dei Wu Ming 1, pubblicata su "Carmilla on line" (una delle poche riviste che val la pena di leggere).
E i Wu Ming si confermano gli ultimi esemplari di intellettuali veri - leggi, senza pregiudizi né preconcetti - rimasti in Italia. Una razza in via d'estinzione.

Il terzo capitolo della saga aracnofila di Sam Raimi prende una piega decisamente inaspettata, invertendo la rotta rispetto agli episodi precedenti. La componente d’azione e fantasy/horror assume una portata secondaria (Raimi si ricorda da dove viene solo in poche situazioni, giusto quando appaiono i mostri mutaforma), mentre prende decisamente il sopravvento la commedia romantica (con frequenti intercalari comici, alcuni molto riusciti, grazie agli impareggiabili mattatori Bruce Campbell e J. K. Simmons) e soprattutto la dimensione soap (che peraltro era una componente fondamentale anche nel fumetto originario).
Come ci si aspetterebbe da un film che ha al centro la figura di Venom, gli sceneggiatori non perdono occasione per infilare e alludere al tema del doppio. Via libera quindi al proliferare dei duplicati, non solo relativi alla figura (già per sua natura duale) di Spiderman/Peter Parker, che viene quadruplicato rispettivamente in Venom/Eddie Brock, ma anche per ciò che attiene agli altri personaggi (Harry Osborne “reincarnazione” del padre, Mary Jane riflessa nella rivale in amore Gwen Stacy). E alla moltiplicazione di sequenze che ricalcano i precedenti episodi (il riaffiorare delle sabbie del passato tramite la figura di Sandman), come già presagito dagli emblematici titoli di testa. 