Titolo
 

Un blog di nicchia.

 

Cos'è?

Uno spazio in cui pubblico le mie recensioni e le propino allo stimato pubblico della BlogoSfera, con lo scopo di essere criticato a mia volta e di migliorare dalle critiche e con la speranza un giorno di essere pagato per fare questo :P

Il responsabile di tutto

Blogger: rob81

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

C'est moi, Rob, un ragazzotto di belle speranze (che di bello c'ha solo questo), giovane promessa (mantenuta, per ora solo dai genitori) del mondo del giornalismo e della critica cinematografica

Archivio

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---

.: Recensioni :.

2LDK
6 donne per l'assassino
36th Chamber of Shaolin
40 anni vergine
2046
... E se domani
Aachi and Ssipak
A chi tanto e a chi niente
A dirty carnival
A morte Hollywood!
Addiction, The
Address Unknown
After this our exile
Agent X44
American Dreamz
Angeli perduti
Animal House
Aimless bullet, The
Alexander Nevskij
Allegro
Always
Amants réguliers, Les
Angel Dust
Angelo della vendetta, L'
Aquarium
Arco, L'
Aria salata, L'
Arte del sogno, L'
Arthur e il popolo dei Minimei
Ashes of Time
Assassination, The
Assassino che è in me, L'
Audition
Aviator, The
Ayakashi – Bakeneko Tale
Baba
Bad Guy
Bad Taste
Banda del gobbo, La
Bangkok Loco
Barking dogs never bite
Barnyard - Il cortile
Barren Illusion
Batman: the movie
Beneath the Cogon
Berlinguer ti voglio bene
Beyond our Ken
Bittersweet Life, A
Black Dahlia
Black Jack – The Two Doctors of Darkness
Boxer From Shantung, The
Brokback Mountain
Broken Flowers
Buffy l'ammazzavampiri (il film)
Bullet Ballet
Bystanders
Caimano, Il
Caccia ai violenti in Giappone - il boss yakuza
Call, The
Casa de mi abuela, la
Casa dei mille corpi, la
Castello errante di Howl, il
Cats of Mirikitani, The
Chelsea Girls, The
Chicken Little
Circolo della fortuna e della felicità, Il
Clan, The
Cocktail
Codice da Vinci, Il
Colpo da dilettanti, un (Bottle Rocket)
Conoscenza carnale
Convoy
C.R.A.Z.Y.
Croce di ferro, La
Crayon Shin-chan: The Adult Empire Strikes Back!
Crazy Legs Conti
Cure
Darjeeling Limited, The
Dao - The Blade
Dark Water
Date movie (Hot movie)
Dead or alive
Death Note
Departed, The
Diario di uno scandalo
Die bad
Dodes'ka-den
Dod bite dog
Dodgeball
Donnie Darko
Doom
Dororo
Drunken Master
Election
Enfant, L'
Eraserhead
Estate di mio fratello, L'
Expect the unexpected
Exorcism of Emily Rose, The
Eye 2, The
Eye 10, The
Eye in the sky
Fabbrica di cioccolato, La
Face of another, The
Fantasmi di Yotsuya del Tokaido, I
Fantastici quattro, I
Fascisti su Marte
Ferro 3 - La casa vuota
Final Victory
Five venoms, The
Flags of our fathers
Flightplan
Foresta dei pugnali volanti, La
Foul King, The
Full metal gokudo
Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence)
Gang del bosco, La
Geek Geek
Geek Geek 2
George Washington
Get-Out “Come sono? Boh!”
Girl who leapt throught time, The
Go master, The
God of Cookery
Godzilla
Godzilla il re dei mostri
Grindhouse - Death Proof
Grizzly Man
Grudge, The
Guerra dei mondi, La
Guru, Il
Gusto dell'anguria, Il
Hard Boiled
Hausu
Heimat I
Heirloom, the
Hello Yasothorn
Heritage, L'
Hero
Hero never dies, A
History of violence, A
Hong Kong Express
Host, The
Hong Kong Express - il dvd
How to eat your watermelon in white company
Jarhead
Joint Secutity Area
Ju On (The Grudge)
Kairo
Kebab Connection
King Kong
Kiki's Delivery Service
Kill!
Kill Gil vol.2
King Boxer, The (Five fingers of death)
Kôshônin
Koma
Krrish
Kung Fu Hustle
Kung Fusion
Kung Fu Mahjong
Kung Pow!
Kwaidan
Ichi the killer (uncut)
Imp, the
Infernal Affairs
INLAND EMPIRE
Iron Pagoda, The
Isola degli zombie, L')
Labirinto del Fauno, Il
Lady Snoowblood
Laputa: il castello nel cielo
Leggenda del drago rosso, La (the new legend of shaolin)
Lettere da Iwo Jima
Little Miss Sunshine
Loach is a fish too
Lost
Lost II stagione
Lotta senza codice d'onore
Love Massacre
Made in Hong Kong
Magic blade, The
Masters of Horror 2.01 – The Damned Thing
Masters of Horror 2.02 – Family
Masters of Horror 2.03 – The V Word
Masters of Horror 2.04 – Sounds Like
Masters of Horror 2.05 – Pro-Life
Masters of Horror 2.06 – Pelts
Masters of Horror 2.07 – The Screwfly Solution
Masters of Horror 2.08 – Valerie on the stairs
Masters of Horror 2.09 – Right to die
Maters of Horror 2.10 – We all screm for ice cream
Masters of Horror 2.12 – The Washingtonians
Masters of Horror 1.01 – Incident on and off a mountain Road
Masters of Horror 1.02 – Dreams in the witch-house
Masters of Horror 1.03 – Dance of the dead
Masters of Horror 1.04 – Jenifer
Masters of horror 1.05 – Chocolate
Masters of horror 1.06 – Homecoming
Masters of horror 1.07 – Deer Woman
Masters of horror 1.08 – Cigarette Burns
Masters of horror 1.09 – The Fair-Haired Child
Masters of horror 1.10 – Sick girl
Masters of horror 1.11 – Pick me up
Masters of horror 1.12 – Haeckel’s Tale
Masters of horror 1.13 – Imprint
Match Point
Mafia è bianca, La
McDull, The Alumni
Mia vita, La
Mille miglia... lontano
Me, you and everyone we know
Meet the Feebles
Melinda e Melinda
Memento
Memories of Matsuko
Memories of murder
Metade fumaça
Metropolis (2001)
Miami Vice
Million Dollar baby
Mind Game
Mio fratello è figlio unico
Mirrormask
Moira Orfei. Amore e Fiori
Mondo, il
Monty Python e il Sacro Graal
Mr. Vampire
My Date with Drew
My Hero
My Sassy Girl
My young auntie
Myth, The
My Wife is a gangster
N (Io e Napoleone)
Namesake, The
Nana
Natale a Miami
New one-armed swordsman, The
New Police Story
New World, The
Nightmare Detective
Nomad
Notes on Marie Menken
Notte al museo, Una
Nuovomondo
Ocean's Twelve
Old Boy
Ombra del vampiro, L'
One man band
Operazione Canadian Bacon
Operetta tanuki goten
Origin – Spirits of the Past
Pantera Rosa
Pat Garrett e Billy The Kid
Pianista, Il
Pirati dei Caraibi II
Polizia contro l'organizzazione violenta, La
Polyester
Porta sul buio, La
Prestige, The
Princess
Principessa dal ventaglio di ferro, La
Principessa Mononoke
Producers, The
Project Sigma
Prova d'orchestra
PTU
Pulse
Quo vadis, baby?
Radio America
Ragazze della terra sono facili, Le
Real dirt on farmer John, The
Regista di matrimoni, Il
Reign over me
Restless, The
Romance & Cigarettes
Romanzo criminale
Rosemary's Baby
Samaritana, La (Samaria)
Sa-kwa
Save the green planet
Scanner Darkly, A
Se mi lasci ti cancello
Seven Swords
Shinobi
Ski Jumping Pairs
Silk (Guisi)
Sin City
Sixty Million Dollar Man
Solace
Space Truckers
Spider-man 3
Star Wars Episodio III: La vendetta dei Sith
Steamboy
Stella che non c'è, La
Storia di fantasmi cinesi II
Su su, per la seconda volta vergine
Super Nacho (Nacho Libre)
Superkid
Superman Returns
Sword, The
Sympathy for Lady Vengeance
Sympathy for Mr. Vengeance
Takeshis'
Tampopo
Tarda Primavera
Tarnation
Team America: World Police
Tepepa
This is England
Three... Extremes
Tideland
Tigre e la neve, La
Time
Tokyo Fist
Tokyo Godfathers
Tokio Zombie
Tomba di Ligeia, La
Tomba per le lucciole, Una
Too many ways to be number one
Tupperware!
Tutta la vita davanti
Ultimo re di Scozia, L'
Umizaru 2: Test of Trust
Uomo che amava le donne, L'
V for Vendetta
Valiant
Ventaglio bianco, Il (The Young Master)
Vera leggenda di Tony Vilar, La
Vergine di cera, La
Versus
Viale del tramonto
Village, The
Vinyl
Voice
Welcome to Dongmakgol
Wicker Man, The
X men: conflitto finale
Yôkai daisensô
Yostuya Kaidan
You are my sunshine
Young and Clueless
Z Channel
Zodiac
Zona, La

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Contatore

visited *loading* times (dal 27/11/04)

(dal 18/09/06)

Cerca nel blog

Google

Contatti e aggregators

La mia e-mail
Aggiungimi ai contatti
Chiamami su Skype
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Subscribe with Bloglines
segnala il tuo blog su blogmap.it
blog italia, directory blog italiani

Directory of Movies/film Blogs

Free Blog Listings @ Blog Annoucne


Passa a Firefox!

Banner

Il più autorevole giudizio sui film nelle sale


I LIDOBLOGGERS!

per un forum di cinebloggers

cliccate per donare cibo gratis a chi muore di fame

domenica, 26 novembre 2006

Lost – seconda stagione

Appena finito di vederla. Bocca ancora spalancata. Solo alcune impressioni disordinate come feci per la prima stagione. Per mettere insieme un qualche pensiero coerente bisognerebbe riguardare tutte le puntate, ancora e ancora, ripassando anche quelle precedenti.
Se per voi questa parte del serial è ancora inedita vi avviso che il commento sottostante contiene una montagna di SPOILER.
 
 
1. La seconda stagione di “Lost” è il naturale sviluppo dialettico della prima. Se all’inizio i naufraghi hanno dovuto fare i conti soprattutto con il proprio Io, alla problematica ricerca del sé nel mezzo di un naufragio che assume contorni spirituali prima ancora che fisici, in questo secondo anno il tema centrale è la scoperta e il rapporto con L’Altro: diverso, insondabile, misterioso, minaccioso.  
“The Others” è il mantra che sembra risuonare incessantemente per tutti i nuovi 24 episodi. “Altri” sono anche i sopravvissuti della seconda metà dell’aereo. Non a caso una delle puntate più affascinati e per certi versi inquietanti è proprio “The Others 48 days”, un cui vengono ripercorsi tutti gli eventi accaduti sull’isola dal disastro aereo in poi, ma da una prospettiva diversa. Improvvisamente si spalanca ai nostri occhi un altro universo narrativo speculare. Si rimane spaesati pensando che è tutta una questione relativistica: il serial avrebbe potuto scegliere loro come protagonisti, tutta la storia avrebbe potuto essere osservata dal loro punto di vista. L’effetto disorientante è simile a quello che si prova leggendo racconti fumettistici basati su mondi paralleli o alternativi rispetto a quelli della story centrale.
 
2. Il rapporto con gli altri è sempre rappresentato in maniera problematica e oppositiva (e se, come si dice, “Lost” è una delle incarnazioni più precise delle nostre fobie contemporanee ciò dovrebbe far riflettere). Non solo nei confronti degli inquietanti e quasi soprannaturali “Others”, ma anche in relazione al secondo gruppo di superstiti. Che, soprattutto all’inizio, sembrano una sorta di “Dark side of Lost” e ogni personaggio pare il rovesciamento speculare e negativo di un altro: Ana Lucia leader anti-eroica e distruttrice (nessun’altra attrice avrebbe potuto incarnarla meglio di Michelle Rodriguez) contrapposta alle virtù positive e risanatrici di Jack, Mr. Eko come lato più oscuro e irrequieto dello spiritualismo incarnato da Locke e così via… Il gioco dei rimandi (di situazioni, di gesti, di inquadrature) è a ogni modo talmente preciso da raggiungere il virtuosismo.
 
3. Il tema del Destino e della Fede assumono sempre più un’importanza fondamentale. A partire naturalmente da quel maledetto computer in cui si deve inserire uno strano codice numerico ogni 108 minuti, pena (forse) la salvezza mondiale. Una delle immagini più geniali dell’intero serial, anche perché riesce a dare concretezza e tangibilità a uno dei concetti più misteriosi e difficili da definire: da dove nasce la fede? Il progetto Dharma è forse una delle metafore più incisive mai realizzate della scommessa pascaliana. D’altro canto è incredibilmente ironico che due tizi che si chiamano John Locke e David (Desmond) Hume fondino le proprie credenze su una realtà intangibile e inverificabile. 
 
4. Filosofia, religione, politica, psicologia, sociologia, numerologia. Famiglia, amore, malattia, dipendenza, conversione, crescita, maturazione. Vita e morte. “Lost” è sempre più un ipertesto enciclopedico della contemporaneità, una cartina al tornasole della cultura di massa, una rielaborazione della nostra coscienza collettiva.
criticato da: rob81 alle ore 19:47 | link | commenti (16) |

categorie: serie tv
sabato, 25 novembre 2006

Batman: the movie

Con questo post nasce una nuova rubrica, a periodicità rigorosamente irregolare e scostante, nella quale semplicemente scriverò dei dvd presi in prestito in Sala Borsa (per chi non lo sapesse la mega bibiloteca bolognese dove si trova di tutto e di più), con indicazioni su collocazione e inventario nel caso voleste recuperarli anche voi. Insomma, una mia personale selezione in cui cercherò come al solito di privilegiare i titoli più bizzarri e curiosi. I non felsinei stiano comunque tranquilli: i dvd in questione si trovano generalmente anche in commercio.  

 

di Leslie H. Martinson

con Adam West, Burt Ward

Usa 1966

 

Pow! Bang! Thud! Sbong! Ma soprattutto: Kitch! Camp! Pop! Psycho!

 

Corre voce che Federico Fellini apprezzasse questo film. E, a guardar bene, non è difficile crederlo. Con tutti i distinguo del caso e con le dovute proporzioni “Batman” classe ’66 è davvero un’opera felliniana. Goliardia fumettosa, parata carnascialesca, giostra psicotropa: giustamente dedicato ai “lovers of adventure, lovers of pure escapism, lovers of unadulterated entertainment, lovers of the ridiculous and the bizarre”, il film tratto dalla mitica serie televisiva con Adam West e Burt Ward è un degno monumento ai chiassosi e saturi anni Sessanta. Vette di demenza sfacciata, di comicità (in)volontaria, di sessualità serpeggiante (c’è pure il bondage!) e repressa (Robin ansimante!) che sono mille miglia lontane dalle prove, per quanto già abbondantemente grottesche e caricaturali, di un Joel Schumacher.

Ho appena scomodato Fellini: non contento tiro in ballo pure Lewis Carroll (sperando che nessuno si rivolti nella tomba…). Perché Gotham City è piuttosto una “stupefacente” Wonderland, in cui indovinelli assurdi suscitano risposte ancora più assurde (ma stranamente esatte), le leggi della logica e della verosimiglianza risultano sghembe e inclinate come le inquadrature e tutti sembrano agire sotto l’effetto di gas esilarante. Tra cartelli situazionistici, dialoghi da teatro dell’assurdo, slapstick puro (l’improponibile sequenza della bomba), visionarietà di costumi e scenografia si riesce incredibilmente a produrre sul serio “divertimento non adulterato”.

 

Il dvd è folle fin nei menù ed è infarcito di Bat-extra, tutti sottotitolati in italiano: commento audio di Adam West (che non si fa certo pregare) e Burt Ward, featurette (neanche qui West fa il timido…), intervista all’inventore della Batmobile, trailer e gallerie d’immagini.

 

 

Informazioni Sala Borsa Inventario: SBV 14037   Collocazione: F MARTLH BAT

 

criticato da: rob81 alle ore 21:27 | link | commenti (11) |

categorie: dvd , in sala borsa
giovedì, 23 novembre 2006

Can't wait to see

criticato da: rob81 alle ore 00:19 | link | commenti (1) |

categorie: altro, web -movie
domenica, 19 novembre 2006

Flags of our fathers

di Clint Eastwood
con Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, Barry Pepper, Jamie Bell, Neal McDonough, Paul Walker, John Benjamin Hickey
Usa 2006 

Stavolta bisogna cominciare dalla fine. Dai titoli di coda. Infatti, solo a partire dalle imprescindibili – badate, è un avvertimento – ultime immagini in calce a “Flags of our fathers” è possibile dare un senso a ritroso a tutto ciò cui abbiamo assistito prima. Nel raccontare la storia oscura e non ufficiale che si cela dietro la genesi della foto bellica forse più famosa di tutti i tempi, l’innalzamento della bandiera americana durante la battaglia di Iwo Jima, Clint Eastwood sceglie la strada della ricostruzione nel senso più letterale ed estremo del termine: plasma “pezzi di mondo” realmente esistiti, servendosi con meticolosità delle fotografie e delle testimonianze dell’epoca. Ce ne accorgiamo appunto solo a conclusione di spettacolo quando, accanto ai nomi di cast e tecnici, vediamo scorrere anche le immagini che ritraggono i veri soldati, sorprendendoci di come volti, gesti e situazioni siano del tutto identici a quelli messi in scena nelle due ore precedenti.
 
Cosa spinge a una simile ansia filologica che sconfina quasi nel maniacale? Non sarebbe stato più logico abbandonare del tutto la fiction per affidarsi alla forma documentaria? Una possibile spiegazione è che se la storia, e quindi la Storia, sono fondate sulla manipolazione e sull’artificio, allora l’unico modo per raccontare il vero è quello di tradurlo in finzione. È questo il nodo ingarbugliato su cui si arrovella “Flags of our fathers”, non un film bellico, non un pamphlet politico (ah, quanto è rimasto deluso chi si aspettava da “Dirty Harry” un peana patriottico e nazionalistico!), ma soprattutto un tentativo di riflettere sulla natura artificiale dei mass media che, dalla Seconda guerra mondiale al conflitto iracheno, sono il vero, il più decisivo e penetrante campo di battaglia. 
 
Il contrasto tra il rivoltante sozzume della guerra e l’immagine ripulita e conciliante che ne ha l’opinione pubblica non potrebbe essere più stridente: frontiera aliena e inospitale trasformata in un sogno di cartapesta per tifo da stadio; sciroppo di fragola ad addolcire una realtà sanguinante; eroi dati in pasto a una gragnola di flash, svenduti al ribasso in nome della logica dei dollari.
Noi spettatori oscilliamo continuamente tra le due facce che può assumere una medaglia (al valore), sballottati continuamente tra passato e presente, storditi da un marchingegno narrativo complesso –difficilmente etichettabile come classico – in cui i piani temporali s’innestano a matrioska e si passa da una voce narrante all’altra.
 
In attesa di completare il dittico dedicato alla Seconda guerra mondiale con un secondo affresco, “Letters from Iwo Jima”, film-specchio che ribalterà gli eventi secondo la prospettiva dei “nemici”, Eastwood qui si concentra sulla sua America. E “Flags of our fathers” è l’occasione per interrogarsi sulle radici di una Nazione, alla disperata ricerca del vero spirito della bandiera a stelle e strisce. Non a caso il personaggio cui è dato maggior risalto è proprio il marine pellerossa Ira Hayes, emblema di tutte le minoranze (ah, come si sono arrampicati sugli specchi i commentatori che hanno accusato “Dirty Harry” di razzismo per non aver dato spazio ai soldati di colore!), anzi la minoranza per eccellenza. Intrappolato in una logica e in una cultura che non sente sua, oggetto d’emarginazione e dileggio anche dopo essere suo malgrado diventato un eroe, nella sua tragedia s’incarna il destino di un intero popolo.

Lungi dall’essere classico (come se oggi fosse ancora possibile) il cinema di Clint Eastwood è anti-fordiano e anti-spielberghiano (a dispetto delle somiglianze di superficie con “Salvate il soldato Ryan”): inscena il tramonto dell’eroe e mette una pietra tombale sui generi, dal western, allo sportivo, al war movie. Viviamo in un mondo imperfetto e spietato: la salvezza, se esiste, non è più affare collettivo e sociale, ma personale. Si trova in disparte, lontana dai riflettori pubblici, magari su una spiaggia dove sei amici fanno il bagno, per un attimo spensierati.

Voto:
criticato da: rob81 alle ore 13:11 | link | commenti (13) |

categorie: prima visione, clint eastwood
giovedì, 16 novembre 2006

The Departed
di Martin Scorsese
con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg
Usa 2006
 
Adesso che oramai l’avrete visto tutti potreste cortesemente dirmi per quale motivo “The Departed” dovrebbe essere considerato un capolavoro? Per come la penso io non basta la perfezione tecnica a fare un buon film, figuriamoci un capolavoro.
“The Departed” a mio avviso ha lo stesso problema di tutta l’ultima filmografia di Martin Scorsese (diciamo da “Gangs of New York”): confezione lustra e impeccabile, ma poca passione vera e – per usare una bruttissima parola – “urgenza”.
E lasciamo stare la vexata quaestio del rapporto tra originale e remake, chè a me “Infernal Affairs” (il primo capitolo della trilogia di Andrew Lau e Alan Mak) non è poi piaciuto così tanto (melodrammismi a parte sembra quasi un prodotto hollywoodiano).
Il problema semmai è che Scorsese pare abbia fatto un remake di se stesso. “The Departed” è la versione sintetizzata e da “reader’s digest”, quindi con una forma più patinata e un’estetica quasi da blockbuster, di tutta la sua produzione di gangster movie da “Mean Streets” a “Quei bravi ragazzi”: una rissa da bar come quella di Joe Pesci del tempo che fu, un Jack Nicholson “denirizzato”, i soliti contrasti etnico-religiosi nel crogiuolo della Grande Mela e così via. 
Ma se i capolavori (quelli sì) degli anni Settanta, Ottanta, e anche Novanta, riuscivano a catturare un disagio reale e a rappresentare per davvero una società e un’epoca “The Departed” sembra non aver molto da dire oggigiorno, moraletta trita sull’ambiguità del rapporto tra bene e male a parte. Non venite per favore a parlarmi di visione cupa e spietata come se fosse una novità nel cinema di Scorsese, altrove anche più cinico (e, comunque, il finale risponde più che altro alla logica tradizionale e cristiana della punizione divina nei confronti del “peccatore”).
 
In realtà forse sto esagerando un po’ troppo, perché di certo i motivi per apprezzare il film non mancano (su tutti un’ottima sceneggiatura che calibra alla perfezione tutte le corrispondenze speculari tra i due protagonisti, intrecciando in parallelo tematiche familiari e parentali, un montaggio attento e preciso e l’interpretazione di Leonardo DiCaprio, che il regista in questi anni è riuscito come un demiurgo a plasmare completamente). Forse è sciocco pretendere opere rivoluzionarie da un vecchietto ultrasettantenne che ormai sembra cercare dimensioni alternative in cui mettersi alla prova (come quella del documentario).
 
Se però dovessi indicare il miglior action movie dell’anno sceglierei mille volte Michael Mann: lui sì che tenta ancora di sperimentare all’interno della roccaforte di Hollywood.

Voto:
criticato da: rob81 alle ore 00:29 | link | commenti (11) |

categorie: prima visione, martin scorsese
venerdì, 10 novembre 2006

Segnalazioni con poco anticipo

A partire da oggi il cineclub "Il raggio verde" di Faenza organizza una tre giorni dedicata alla figura di Yukio Mishima. Il programma lo trovate qui. Io spero di farci un salto domani.

criticato da: rob81 alle ore 23:08 | link | commenti (4) |

categorie: altro
giovedì, 09 novembre 2006

Geek geek 2 - Merenda per tre

di Flavio e Sikkolo
con Flavio, Sikkolo, Pelaz
Italia 2006
 
Ho quello che fa per te. È un film bellissimo. C’è amore, alieni e tv digitale terrestre.
 
 
Flavio e Sikkolo strike back! Il duo più geek della rete, dopo il primo delirante “corto(medio)metraggio” realizzato direttamente da sfigati per sfigati, mette a segno un nuovo colpo ai danni della (nostra e loro) stabilità mentale.
L’opera seconda, si sa, è sempre la più difficile. Le pressioni della critica, la preoccupazione di non deludere i propri fan e la volontà di migliorarsi sia tecnicamente che stilisticamente pesano come macigni,  finendo spesso per inibire la creatività artistica. Un’ansia ben incarnata dal personaggio del Pelaz, che non a caso stringe per tutto il tempo una copia di “Duellanti” (il numero in cui “Geek Geek” è stato recensito) e si esprime sempre in modo ermetico e cerebrale.
Ma per fortuna i nostri alfieri dell’Internet compulsivo dopo qualche titubanza iniziale mettono al bando sterili intellettualismi e tornano a concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: filmarsi e parlarsi addosso (del resto la loro vera natura viene fuori con la parodia della cinefile snob).
I due protagonisti ci sommergono letteralmente di dialoghi assurdi e surreali. Spesso ciascuno non si prende neanche la briga di seguire il filo dell’altro, ma sceglie di rimane imprigionato nelle sue solipsistiche ossessioni: Flavio in preda a un’ipocondria all’ultimo stadio e Sikkolo corrucciato da tormenti affettivi.
Descritta così sembrerebbe la rappresentazione di “un’esperienza introspettiva”, di quelle che piacciono tanto a certo cinema impegnato. Invece siamo per fortuna da tutt’altra parte. “Merenda per tre” è più che altro una succosa antologia comica sul senso dell’essere Geek. O se preferite una cartina al tornasole della nerditudine. Della serie, se rispondi positivamente a una o più di queste affermazioni: hai mai fatto foto al tuo Ibook per metterle su Flickr.com? Tenti di abbordare le tipe illustrandole la tua teoria su “cosa ha fatto Kate”? Trovi analogie tra le ragazze e i file torrent? Ami discettare sul futuro della Nintendo? Possiedi la tessera del blog di Selvaggia Lucarelli? Allora devi iniziare a preoccuparti.
Apprezzabili in particolare i numerosi riferimenti a “Lost” (il filmato della Virtual 3d Friend sembra ispirato a quello della Hanso Foundation) e la colonna sonora (titoli di testa e coda) “professionale”.
 
Ogni saga epica merita una trilogia. Consapevoli di ciò, non possiamo che attendere con ansia il prossimo episodio di “Geek Geek”.

Per scaricalo gratuitamente.

criticato da: rob81 alle ore 22:21 | link | commenti (6) |

categorie: web -movie
mercoledì, 08 novembre 2006

The Call

di Takashi Miike